Short Weekend film festival 2023

Le categorie di cortometraggi che sono state premiate in questa edizione, svoltasi a Milano, sono state:

Osas e le donne di Benin City
Regia di Gabriele Gravagna

Premio Miglior Cortometraggio.

In Africa, vent'anni fa, la piccola Joy è nata fuori dal matrimonio. Osas ha solo la sua famiglia al suo fianco: suo padre, un poliziotto che le ha insegnato disciplina, senso della giustizia e coraggio, e sua madre, una donna forte e dolce.

Osas finisce per crescere sua figlia senza un padre, motivo per cui parte per l'Europa in cerca di fortuna. La piccola Joy rimane a Lagos con la madre di Osas, che non sa del viaggio che intraprende la figlia.

Con alcuni trafficanti, dalla Nigeria attraversa il Benin e arriva in Togo, dove si imbarca su una nave cargo diretta a Genova. Dopo quasi due settimane, arriva in Italia e due giorni dopo è già in strada, costretta a prostituirsi, intrappolata nella violenza e nella paura.

Non avrebbe mai immaginato che sarebbe diventata una schiava.

Locandina del film Osas e le donne di Benin City
Gabriele Gravagna

Osas Egbon, 38 anni, è la presidente della prima associazione italiana contro la prostituzione forzata, composta interamente da donne nigeriane, tutte ex vittime di tratta di esseri umani. Sono le "Donne di Benin City", dal nome della città da cui provengono tutte, che Osas ha lasciato nel 2002 e che ospita l'80% delle donne vittime di tratta a scopo di lucro. Secondo alcune stime, solo a Palermo, dove ha sede l'associazione, ci sono almeno 300 giovani nigeriane sfruttate da un mercato che genera ogni anno decine di milioni di euro di profitti. Per le giovani nigeriane che cercano di liberarsi dalla schiavitù della prostituzione, Osas è la loro stella polare. Non solo perché parlano la stessa lingua, ma anche perché ha sperimentato in prima persona cosa significhino violenza e prostituzione. Anche lei è stata vittima di tratta di esseri umani, prima di liberarsene nel 2004 e costruirsi una vita. Racconta come è riuscita a liberarsi in un'intervista diretta, inquadrata da una telecamera. La sua storia parte dal presente, dove combatte apertamente contro la violenza della mafia nigeriana, e risale al passato, al seme del suo coraggio, alla sua motivazione più profonda e intima. Prima di essere una leader, Osas è prima di tutto una madre. In tutti questi anni, ha perseverato, aiutata da un pensiero costante: pagare l'istruzione di Joy. I fratelli di Osas avevano studiato, ma lei no. Sua figlia doveva riuscire dove lei aveva fallito: vivere una vita piena, scegliere il proprio futuro. Ed essere orgogliosa di sua madre. Lei è la stella che ha guidato il suo percorso. Oggi Joy vive e studia a Las Vegas grazie a una borsa di studio universitaria. Ogni giorno, madre e figlia si parlano in videochiamata attraverso una linea diretta che collega la Sicilia agli Stati Uniti.

Les inconsolables
Regia di Hugo Roblin

Premio migliore attrice under 17 a Alya Baccar.

Durante una conversazione, una madre e sua figlia nascondono la verità della loro situazione per proteggersi l'un l'altra.

Locandina del film 'Les inconsolables' di Hugo Roblin
Alya Baccar, miglior attrice under 17 in 'Les inconsolables' di Hugo Roblin
Lia IRL
Regia di Milda Baginskaite

Premio miglior attore under 17 a William Flanagan.

Un ragazzino con difficoltà di apprendimento fa amicizia con un'assistente AI attivato vocalmente che, inconsapevolmente, lo prepara per le vere sfide della vita.

Locandina del film 'Lia IRL' di Milda Baginskaite
William Flanagan, miglior attore under 17 in 'Lia IRL' di Milda Baginskaite

Altri premi aggiuntivi assegnati in questa edizione sono stati:

LA LIXEIRA - La dignità degli invisibili
Regia di Guido Galante e Antonio Notarangelo

Premio miglior documentario.

Il crudo e reale racconto della discarica di Maputo, dove circa settecento famiglie raccattano la risicata sopravvivenza. Il luogo dove il rifiuto materiale ed il rifiuto immateriale, lo scarto umano si coniugano in una sorta di cortocircuito visuale: l'uomo ridotto esso stesso ad una condizione di rifiuto.

Paradigma delle topografie economiche, sociali ed esistenziali del nostro mondo. Una sorta di sereno mimetismo della disperazione, una condizione inumana vissuta dai protagonisti con la leggerezza, la fatalità, l'ironia caratteristiche di questo popolo quasi etereo.

Locandina del film 'La Lixeira' di Guido Galante e Antonio Notarangelo
Guido Galante e Antonio Notarangelo
La paddotta
Regia di Gino Martella

Premio miglior soggetto.

Chi sono, il figlio di Laerte o il figlio di Anchise?
Un uomo cammina nella campagna salentina. Tiene in mano un barattolo di vetro. Vuoto. Sfilano campi di ulivi secolari sterminati dal batterio Xylella fastidiosa. L'uomo cammina verso l'uliveto del nonno. Il suo destino è tornare ai luoghi della sua adolescenza, alla ricerca perpetua del desiderio, realizzando ciò che può immaginare.

Perdersi è una condizione di necessità. Strane forme appaiono nella campagna. Piante infestanti, inesorabili nella loro crescita e nella loro crescita eccessiva, hanno ammantato gli ulivi secchi, creando maestose figure simili a elefanti. La vita soffoca la morte. L'uomo attraversa l'uliveto come in un sogno. Prova dolore e gioia allo stesso tempo di fronte a un paesaggio devastato dalla malattia delle piante.

Mentre attraversa la valle unica, l'uomo si sente osservato. Volti di legno, fauni del passato, lo minacciano. O forse lo proteggono? Il suo passo indeciso si fa risoluto: raggiunge la riva di un ruscello. Qualcuno ha disposto un vassoio di corteccia d'ulivo con una zolla di terra sopra: la Paddotta. Il rituale viene eseguito: l'uomo si purifica le mani con l'acqua del ruscello, poi infila la zolla nel vassoio e se ne va.
Nel frattempo, in una grotta vicina, uno dei fauni di legno assume le sembianze del suo giovane scultore e inizia a riportare in vita il vecchio tronco d'ulivo. In un eterno presente, tutto ricomincia e si compie in ogni singolo istante.
Chi sarò, Odisseo o Enea?

Locandina del film 'La Paddotta' di Gino Martella
Gino Martella
Tracce perdute
Regia di Gianluca Gloria

Premio miglior sceneggiatura.

Un vecchio ispettore e un assistente impacciato indagano sulla misteriosa scomparsa di un uomo anziano. Non ci sono tracce della sua famiglia e si sospetta un rapimento.

Per risolvere il mistero dovranno approfondire la storia della loro famiglia, la scomparsa dei loro cari e le malattie che alimentano i ricordi.

Locandina del film 'Tracce perdute' di Gianluca Gloria
Gianluca Gloria
Come back
Regia di Roman Duneshenko

Premio speciale del pubblico.

La storia di una donna che ha subito nuovamente abusi da parte del marito. Come molte vittime, è disorientata, perché le è difficile prendere una decisione sulla fine definitiva della relazione.

Locandina del film 'Come back' di Roman Duneshenko
Roman Duneshenko

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